Ventotto anni

La linea si divincola dal broglio delle mie ciglia e con uno slancio maldestro si stende in avanti, attraversa timida le molecole di ossigeno tra il mio respiro e il tuo, scavalca questo silenzio di te e di me e ti disegna, dalla punta del naso si arrampica su fino alla fronte, ti accarezza distratta poi prende coraggio e insegue lo scompiglio complice dei tuoi capelli, scivola divertita giù per il collo, che sembra non finire più, finché le spalle la fermano un istante, così si intenerisce e  imprevedibilmente rallenta, indugia sulle tue scapole affilate e tiene traccia di te contando le vertebre, fino all’inciampo improvviso delle tue curve dove prende velocità  e srotoloando giù per le gambe, cade verticale.
La linea che parte da me ti disegna tutta e ci chiude in una curva perfetta, si conclude in un cerchio divisibile solo per se stesso.

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